Cervello di gallina a chi?

Se qualcuno vi dicesse che avete un vitino da vespa lo prendereste come un complimento. Se invece vi dicesse che avete un cervello di gallina, probabilmente no. Per quale motivo? Perché le galline ci sembrano piuttosto stupide. Non solo le galline a dire il vero, noi esseri umani ci riteniamo più intelligenti di tutti gli animali in generale. Questa assunzione nasce da un’idea di fondo che dispone le intelligenze su una sorta di classifica, dal più semplice al più raffinato, in cui chi sta sopra ha un’intelligenza migliore di chi sta sotto, e al cui vertice c’è l’uomo.

È più intelligente un cane, un pulcino, uno scimpanzé, un pappagallo, una ghiandaia o un bambino di 4 anni? Dipende da cosa vuoi fargli fare.

Intelligenze a confronto

I cani hanno un’intelligenza sociale molto sviluppata e ottime doti relazionali che consentono loro di esibirsi in atteggiamenti cooperativi addirittura con una specie diversa (la nostra). Ad esempio sono sensibili al pointing, ovvero capiscono dove si trova del cibo nascosto quando gli viene indicato col dito o addirittura solo con lo sguardo. Se non sono in grado di risolvere un problema spostano la loro attenzione verso l’umano di riferimento in modo che lo risolva lui per loro. L’intelligenza nel cane sfrutta il rapporto con l’uomo per esternalizzare alcuni compiti, evitando semplicemente di occuparsene (dal momento che lo fa qualcun altro).
I cani, però, di fronte a situazioni di problem solving anche semplici falliscono miseramente, quando altri animali se la cavano in modo brillante.

Gli scimpanzé, al contrario, hanno bisogno di molte prove per apprendere il pointing, ma sono notoriamente più abili con gli strumenti. Posti di fronte ad una scatola particolare contenente del cibo e mostrata loro una sequenza di operazioni per aprirla (di cui solo l’ultima è determinante per l’effettiva apertura), gli scimpanzé la apprendono velocemente. Quando le pareti della scatola vengono rese trasparenti per rivelare il reale meccanismo di apertura, gli scimpanzé capiscono autonomamente l’inutilità delle operazioni iniziali e procedono ad aprire la scatola con l’unico gesto determinante. Beh, bravi… e quindi? Proponendo lo stesso esperimento a bambini di 4 anni, questi mostrano di ripetere pedissequamente le operazioni irrilevanti anche dopo aver osservato il meccanismo (fonte).
L’intelligenza dei bambini, come per i cani, risulta meno portata all’autonomia, ma è più sensibile alle connessioni con individui del proprio gruppo.

I pulcini sono molto meno stupidi di quanto si pensi. Per cominciare conoscono la fisica. Forse non sarebbero in grado di sostenere un esame, ma sanno applicare i concetti base. Prediligono un oggetto fisicamente possibile da uno impossibile (come questo), sanno che un solido non può compenetrarne un altro e che un oggetto non può nascondersi totalmente dietro uno più piccolo. Sanno anche contare, e lo fanno come noi, da sinistra a destra (fonte).
In più, sono provvisti di un life detector, una specie di rivelatore di vita, con cui sono in grado di riconoscere istintivamente oggetti animati da quelli inanimati. Pulcini appena usciti dal guscio preferiscono andare incontro a sequenze di punti luminosi che si muovono come una gallina rispetto ad altri che si muovono come altri oggetti o in modo casuale. Il pulcino discerne un movimento di tipo biologico rispetto ad altro, e predilige i movimenti reali rispetto a quelli capovolti, evidenziando che anche la gravità ha contribuito a produrre un bias cognitivo, un pregiudizio a priori.

Anche tra i due sessi all’interno della stessa specie l’intelligenza può differenziarsi. Se siete maschi da piccoli avrete probabilmente ricevuto in regalo macchinine, costruzioni, robot, oggetti telecomandati, se siete femmine bambole, orsetti, carrozzine con bimbi che piangono. Si tratta forse di stereotipi culturali. O forse no. E’ stato riscontrato che anche negli scimpanzé i maschi prediligono giocattoli meccanici mentre le femmine giocattoli che potremmo definire sociali (bambole, peluches…).

C’è una discriminante che ci sembra tracciare più a fondo il confine che separa la nostra intelligenza da quella degli altri animali: il linguaggio.
Alex (Avian Learning EXperiment) è un pappagallo che conosce un vocabolario di 150 parole e ha una capacità di comprensione di un bambino di 4 anni che gli permette di rispondere a semplici domande, di contare fino a 6 e di utilizzare un sistema grammaticale simile al nostro (intevista ad Alex).
Alex non è più dotato rispetto ad altri animali che sono in grado di risolvere gli stessi problemi e rispondere alle stesse domande utilizzando un tipo di comunicazione non verbale. La sua capacità comunicativa però possiede una persuasività maggiore rispetto ad altri animali sottoposti ai medesimi esperimenti, per il solo fatto che, grazie al linguaggio, giudichiamo le sue facoltà mentali più vicine alle nostre.

Animali previdenti

E che dire del tempo? E’ una convinzione diffusa che gli animali siano intrappolati nel presente, nel qui ed ora, incapaci di una rappresentazione mentale del passato e del futuro.
La pianificazione, a differenza di una semplice anticipazione di un momento prossimo, prevede che un animale esibisca un comportamento per uno stato motivazionale futuro, e non in risposta ad una motivazione presente. Un ratto addestrato a tirare una leva per ricevere del cibo tra qualche istante agisce a fronte di uno stimolo che è presente qui ed ora. Per dimostrare pianificazione del futuro dovrebbe fare qualcosa adesso per ottenere, in futuro, un premio cui non è interessato ora, ma che prevede sarà interessante domani. Le ghiandaie azzurre dimostrano di preoccuparsi per il futuro. In un esperimento, dopo aver appreso che la mattina potevano essere messe in una stanza priva di cibo, quando è stata data loro la possibilità di prendere il cibo liberamente lo hanno trasportato nella stanza dove sapevano che non avrebbero trovato da mangiare il giorno successivo (fonte). In un esperimento differente anche le scimmie scoiattolo hanno dimostrato la stessa capacità di previsione. Niente da fare per i topi invece, per i quali l’impulso a mangiare tutto quello che trovano è più forte di qualsiasi previsione.

And the winner is?

Insomma, l’idea di una graduatoria delle intelligenze è semplicemente falsa.

Il cervello è un prodotto dell’evoluzione, come lo sono la vista, l’olfatto, gli organi sessuali, il sistema immunitario, i polmoni. Se volessimo stilare una classifica di tutte le soluzioni che la natura ha trovato per muoversi e manipolare l’ambiente, comprendendo mani, zampe, chele, ali, pinne, zoccoli, artigli, tentacoli… ci renderemmo conto di quanto sia difficile stabilire qual è la migliore. Il motivo è semplice: il concetto di migliore non ha senso.

L’intelligenza è un risultato funzionale, una soluzione costruttiva al pari delle altre, il cui unico scopo è portare vantaggio all’individuo nel suo ambiente e rispetto ai problemi che lui deve affrontare.

Bibliografia e approfondimenti

La mente che scodinzola. Storie di animali e di cervelli – Giorgio Vallortigara (2011)

When is a Chimp Smarter than a Child?
Do Dogs Understand Pointing Gestures Better Than Young Kids?
Gender & Toys: Monkey Study Suggests Hormonal Basis For Children’s Toy Preferences
Do young female chimps play with sticks as dolls?
Pensieri da pappagallo
Ghiandaie nel tempo, in rotta per la colazione
Anche gli animali pensano al futuro

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