Arti fantasma e mani di gomma

C’è un curioso (e anche un po’ macabro) esperimento che dice cose interessanti sul legame tra cervello e corpo: è l’illusione della mano di gomma (rubber hand illusion).

La “cavia” appoggia entrambe le mani su un tavolo ad una certa distanza l’una dall’altra. In corrispondenza della mano sinistra viene posta una mano di gomma, e un piano verticale che non permetta di vedere la mano vera, dando l’impressione che la mano sinistra si trovi nella posizione della mano di gomma. Lo sperimentatore, dall’altra parte del tavolo, tocca con due pennelli la mano sinistra nascosta e la mano di gomma, facendo in modo che le pennellate siano perfettamente sincrone.
Dopo qualche minuto nella testa del soggetto succede una cosa strana: proverà l’impressione che la mano di gomma sia proprio la sua mano.
Per capire quanto potente sia questa sensazione, se lo sperimentatore colpisce improvvisamente con un martello la mano di gomma, la povera cavia avrà un piccolo shock, convinto che sia stata la sua mano a venire schiacciata. Alcuni soggetti particolarmente sensibili arrivano addirittura a provare un po’ di dolore in questa spiacevole esperienza.

 

Qualcosa di simile è stato utilizzato per alleviare il dolore di pazienti affetti da sindrome dell’arto fantasma. Queste persone, dopo aver perso un braccio o una gamba, soffrono di forti dolori localizzati paradossalmente in una zona che non c’è più, come mani o dita. hqdefault Mettendo l’arto sano all’interno di una mirror box (una scatola speciale in cui è posto uno specchio per dare l’illusione di avere entrambe le braccia), e muovendo la mano, il paziente ha l’impressione di reimpossessarsi del suo arto, che cessa così di essere “paralizzato” e il dolore si allevia.

Il caso opposto è quello di persone affette da somatoparafrenia. Si tratta di un grave disturbo neurologico che induce chi ne è affetto a non riconoscere parte del proprio corpo, come un braccio o una gamba, con effetti talmente devastanti da desiderare addirittura l’amputazione dell’arto stesso.

Che cosa hanno in comune l’illusione della mano di gomma, l’arto fantasma e la somatoparafrenia?
In tutti questi casi si verifica un’alterazione del modo in cui il cervello rappresenta l’immagine corporea. E’ come se all’interno del nostro cervello ci fosse una mappa cui fare costantemente riferimento per mantenere il collegamento tra il corpo, le vie sensoriali e l’elaborazione delle informazioni che esse inviano.
Realizzare dove si trova la mia mano e che cosa sente il mio piede sembra la cosa più naturale del mondo, eppure è l’effetto di un intricato sistema di fili neurali che produce l’immagine di se stessi in tempo reale, sfruttando tutte le informazioni disponibili, tra cui quelle provenienti dai sensi, come la vista e il tatto nel caso dell’illusione della mano di gomma e della mirror box.
Quando questi fili vengono manomessi, ad esempio a seguito della perdita di un arto o di una lesione cerebrale, la mappa potrebbe non riflettere la nuova situazione e risultare in un’immagine distorta del proprio corpo.

La prossima volta che fate un giro in bicicletta pensate a quanto è meraviglioso avere pieno controllo del proprio corpo.

Bibliografia

La donna che morì dal ridere e altre storie incredibili sui misteri della mente umana – Vilayanur S. Ramachandran

Approfondimenti

Rubber hand illusion ed esperienza soggettiva
L’illusione della mano di gomma
Arto fantasma, terapia psicologica e neurologica
La sindrome dell’arto fantasma
Disturbo dell’identità dell’integrità corporea
Questa mano non è mia!

 

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