Gli uomini preferiscono le… altre

Si dice che la moglie del Presidente degli Stati Uniti Calvin Coolidge, in visita ad una fattoria, notò un gallo che si accoppiava dozzine di volte al giorno. “Lo dica al signor Coolidge,” disse la First Lady al contadino. Il Presidente allora chiese se lo facesse sempre con la stessa gallina. “No,” rispose il contadino, “ogni volta con una gallina diversa”. “Lo dica alla signora Coolidge!” disse il Presidente.
L’aneddoto dà il nome di Effetto Coolidge al fenomeno secondo cui i maschi dei mammiferi hanno un appetito sessuale nei confronti di nuovi partner molto maggiore di quello che hanno verso lo stesso partner.

La causa di questo fenomeno sembra avere una motivazione evolutiva piuttosto semplice. Nell’ottica di massimizzare il proprio successo riproduttivo, i maschi sono biologicamente predisposti all’accoppiamento con il maggior numero possibile di femmine differenti. Tale predisposizione si concilia molto bene con l’abbassamento della soglia di eccitazione nei confronti di femmine nuove, rispetto a quelle con cui c’è già stato del sesso.
Non si tratta di noia, di fantasie o meccanismi psicologici complessi. Negli esperimenti cui sono stati sottoposti tori, galli, topi e altri animali, il maschio ha mostrato di preferire nuove partner rispetto alle precedenti anche quando si è cercato di mascherarle camuffandone l’odore o l’aspetto.

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E’ interessante notare, a dimostrazione della correlazione tra desiderio e successo riproduttivo, come in molte specie di mammiferi e uccelli, si assista ad un’impennata di desiderio nei confronti della partner fissa, a seguito di indizi che facciano presumere un potenziale adulterio da parte di lei. In pratica, se il maschio sospetta che qualche Don Giovanni lo abbia reso cornuto, immediatamente sente il desiderio irrefrenabile di accoppiarsi nuovamente con lei (a meno che non decida di abbandonarla).
Se questa reazione può sembrare incomprensibile per un essere umano, risulta molto efficace considerando che in presenza di competizione spermatica l’ultimo arrivato gode di un significativo vantaggio sulla futura nascita.

Sebbene gli uomini riescano a modulare meglio gli istinti, l’effetto Coolidge spiega, almeno in parte, il classico calo del desiderio nel medio e lungo termine da una prospettiva biologica.
Non è vero dunque il motto “basta che respiri”, sarebbe forse più giusto dire “basta che non sia quella di prima”.

Bibliografia

Il mito della monogamia. Animali e uomini (in)fedeli – David P. Barash (2002)

Approfondimenti

The Psychology of Sex: Glenn Wilson on the Coolidge Effect
Porn, Novelty and the Coolidge Effect

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